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Benvenuti nella nuova sezione multimedia del sito Slow Food.
In quest'area potrete trovare file audio, video e di testo da ascoltare, vedere e scaricare.
Scegliete la sezione che vi interessa e scoprite tutti i contributi a vostra disposizione
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Terra Madre Day, celebrato per la prima volta il 10 dicembre 2009, ha superato i mille eventi nel mondo, con il coinvolgimento di decine di migliaia di persone, oltre 5.000 produttori e più di 17.000 studenti.
Ecco una raccolta di foto dei diversi appuntamenti in giro per il mondo. Tot. immagini: 26
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Le immagini dei protagonisti di Gente di Piemonte, il libro di Carlo Petrini che raccoglie 103 Storie di Piemonte, la rubrica domenicale su La Repubblica – Torino.
Tot. immagini: 10
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Le immagini dei protagonisti di Gente di Piemonte, il libro di Carlo Petrini che raccoglie 103 Storie di Piemonte, la rubrica domenicale su La Repubblica – Torino.
Tot. immagini: 20
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Le immagini dei protagonisti di Gente di Piemonte, il libro di Carlo Petrini che raccoglie 103 Storie di Piemonte, la rubrica domenicale su La Repubblica – Torino. Tot. immagini: 20
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Le immagini dei protagonisti di Gente di Piemonte, il libro di Carlo Petrini che raccoglie 103 Storie di Piemonte, la rubrica domenicale su La Repubblica – Torino. Tot. immagini: 16
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Le immagini dei protagonisti di Gente di Piemonte, il libro di Carlo Petrini che raccoglie 103 Storie di Piemonte, la rubrica domenicale su La Repubblica – Torino. Tot. immagini: 17
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Le immagini della presentazione e dei protagonisti di Gente di Piemonte, il libro di Carlo Petrini che raccoglie 103 Storie di Piemonte, la rubrica domenicale su La Repubblica – Torino. Tot. immagini: 9
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Le immagini della presentazione e dei protagonisti di Gente di Piemonte, il libro di Carlo Petrini che raccoglie 103 Storie di Piemonte, la rubrica domenicale su La Repubblica – Torino. Tot. immagini: 12
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Le origini delle saline di Cervia si perdono nell’antichità classica; qualcuno le ricollega alla presenza etrusca, altri alla colonizzazione greca. Nel 1998 decisioni governative impongono la cessazione della produzione ma il Comune di Cervia decide di farsi carico delle saline e nasce la Società di gestione Parco della Salina di Cervia. In uno dei bacini della salina la raccolta del sale avviene ancora secondo l’antico sistema artigianale cervese: la salina Camillone Tot. immagini: 10
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Il granchio verde (Carcinus aestuarii) è la specie di granchio più diffusa nel Mediterraneo. Nella laguna a nord di Venezia è al centro di una particolare attività, a metà tra la pesca e l’allevamento estensivo: la raccolta delle moleche. Da almeno tre secoli i pescatori selezionano i granchi in fase di muta, quando perdono il loro rivestimento (carapace) e si presentano teneri e molli – da qui il nome moleche. È un’attività stagionale che segue i ritmi di crescita dei crostacei e ha le sue punte nel periodo primaverile ed autunnale. I granchi sono catturati con apposite reti da posta fisse, posizionate nei bassi fondali lagunari. Tot. immagini: 12
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E’ probabile che già 5 mila anni fa i Sumeri conoscessero lo zafferano; la pianta è nativa del bacino del Mediterraneo, forse dell’isola di Creta, dove sono stati rinvenuti dipinti murali che raffigurano la raccolta degli stigmi. Si tratta di una spezia costituita da tre pistilli essiccati, ricavati dal Crocus sativus, l’unica specie commestibile delle 80 specie di croco esistenti. La pianta ha un bulbo sotterraneo, petali di colore viola intenso e stigmi rosso-arancio. Lo zafferano di Taliouine (Marocco) ha una concentrazione alta di safranal, molecola responsabile del suo aroma e di feniletanolo, che gli conferisce una leggera nota floreale. Tutta le famiglie lavorano alla raccolta dei fiori nei piccoli campi ricavati sul terreno roccioso, per poi continuare la lavorazione nei cortili delle case, sorseggiando il te aromatizzato allo zafferano. Tot. immagini: 10
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A poco più di 100 km dal Golfo del Messico, la foresta calda e umida della Chinantla - una delle sedici regioni in cui è diviso lo stato di Oaxaca - offre le condizioni ideali per la coltivazione della vaniglia. La si può trovare in forma selvatica ed è la zona della sua maggiore diversità genetica: qui, infatti, ne sono state individuate almeno cinque o sei varietà diverse, anche se manca una loro catalogazione scientifica. Il frutto è carnoso, di colore verde brillante, lungo dai 15 ai 25 centimetri, e contiene un'enorme quantità di minuscoli semi. Subito dopo la raccolta le bacche vanno al beneficio: qui vengono sistemate in sacchetti sigillati che sono esposti al sole per 5 ore, raggiungendo così una temperatura di 72-75°C in un’operazione chiamata quemado. Successivamente si realizza il secado: i baccelli sono esposti al sole direttamente 4-5 ore al giorno per 15 giorni soleggiati. Tot. immagini: 11
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Vi presentiamo una selezione delle foto che hanno partecipato al concorso organizzato da Slow Food e La Stampa in occasione di Cheese 2008. Le categorie del concorso erano: Paesaggi, Perplessità, Uomini e Personaggi Tot. immagini: 12
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Un selezione di fotografie scattate i giorni di Cheese, la fiera internazionale del formaggio, a Bra (Cn) dal 18 al 21 settembre.
Le foto in alta definizione possono essere trovate nella sezione 'Ufficio Stampa' del nostro sito Tot. immagini: 25
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Un tempo, nelle cascine dell’Alta Langa, si allevava sempre un piccolo gregge di qualche decina di pecore. Con il latte ovino (ed eventualmente di qualche capra) si produceva il formaggio tipico dell’Alta Langa cuneese. Disposto in cesti di giunco era venduto nei giorni di mercato sulle piazze di Murazzano, Bossolasco, Alba, Dogliani e Ceva. Popolarmente chiamato robiola o tuma, ha forma cilindrica, peso variabile dai 200 ai 300 grammi, non ha crosta e la pasta è di colore bianco paglierino, morbida, talvolta con una leggera occhiatura. Tot. immagini: 14
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Le immagini dei pescatori del Presidio della masculina da magghia scattate dal fotografo torinese Paolo Montanaro hanno ricevuto una menzione speciale durante l’ultima edizione degli International Photography Awards di Los Angeles, una delle principali rassegne fotografiche a livello mondiale con oltre 18 mila partecipanti provenienti da 104 Paesi.
Gli scatti sono stati inseriti nella sezione People Culture e mostrano il lavoro dei pochi pescatori rimasti che nel Golfo di Catania, all’alba, pescano ancora con le reti menaidi: lunghe reti a maglie fitte, che imprigionano le acciughe provocando un dissanguamento naturale che rende il pesce più gustoso e quindi pregiato. Tot. immagini: 5
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Un grande sacco di pelle di pecora rivoltata di color marroncino chiaro: ecco come si presenta il sir iz mijeha (formaggio nel sacco) dell’Erzegovina. A seconda della dimensione dell’animale si possono ottenere “forme” che vanno dai trenta ai settanta kg di prodotto finito. Tradizionale dell’Erzegovina, il formaggio nel sacco può essere prodotto con latte crudo di pecora, vacca o entrambi.
Subito dopo la mungitura, il latte è filtrato in un telo di cotone e lavorato. La coagulazione termina un’ora e mezza circa dopo l’aggiunta del caglio, quando la cagliata si deposita sul fondo. Con l’aiuto di un mestolo, si rompe in grumi della dimensione di una noce, per facilitare la fuoriuscita del siero. Al termine si procede ad una seconda rottura della cagliata (con le mani), si sala e si ripone nel sacco di pelle di pecora, con l’aiuto di un bastone.
Una volta colmo, il sacco viene chiuso e riposto in un locale fresco idoneo alla maturazione, dove stagionerà da due a tre mesi.
Tot. immagini: 15
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Tcherni Vit è un villaggio stretto tra le cime del massiccio dei Balcani, in Bulgaria. Al latte di pecora di razza tetavan (al quale talvolta si aggiunge un po’ di latte vaccino) si unisce il caglio e si lascia riposare per due ore. La cagliata è tagliata in pezzi grossolani con un coltello, avvolta in un telo, sistemata in una forma di legno e chiusa con un coperchio sotto la pressione di due grosse pietre. Il formaggio sgronda da due a quattro ore, poi è tagliato in pezzi, salato con sale grosso e sistemato, a strati, in recipienti di legno di tiglio. Qui stagiona nella salamoia (che si forma spontaneamente) per un periodo che può arrivare anche a due anni. I recipienti di legno rimangono in alpeggio sino al termine della stagione e, a ottobre, sono trasferiti a valle. Qui vengono aperti per consentire all’aria umida di Tcherni Vit di favorire la fioritura di muffe nobili che ricoprono il formaggio e penetrano naturalmente nella pasta, trasformando il formaggio in uno dei pochissimi erborinati naturali presenti al mondo. Tot. immagini: 18
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In Polonia, sui Monti Tatra al confine con la Slovacchia, sopravvive una particolare civiltà pastorale, quella deii batza, i capi pastori che a maggio raccolgono le pecore dai contadini e le portano sui pascoli tra gli 800 e i 1500 metri. Nella loro basutzka (una rudimentale capanna di legno) il fuoco arde giorno e notte: serve per la caseificazione e per affumicare l'oscypek, un formaggio unico al mondo per la particolare forma a fuso. Tot. immagini: 13
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Nel maggio 2009, 15 studenti del terzo anno dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo sono andati in visita a Taiwan per scoprire la cultura gastronomica dell’isola incontrando produttori, cuochi e comunità di contadini. Lo stage ha avuto inizio a Taipei ed è proseguito attraverso le varie regioni dell’isola, dando agli studenti l’opportunità di approfondire un’ampia serie di argomenti: da una lezione sul tè a Maokong, alla scoperta della produzione di frutta candita a Yilan City, da una visita al mercato indigeno di Hualien a una degustazione di bamboo a Kuanmiao, a una visita alla prima comunità biologica di Hualien. La fotografa e giornalista Tzu-i Chuang ha accompagnato gli studenti. Questa è una selezione delle sue fotografie. Tot. immagini: 21
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Si è tenuto il 29 e 30 maggio a Dar es Salaam Terra Madre Tanzania, l’evento organizzato dall’ong CEFA, Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e Fairtrade all’interno del progetto “Sustainable agriculture, biodiversity protection and fairtrade, together against poverty (ONG ED/2006/120-817)”, che ha sviluppato e approfondito per due giornate attraverso workshop, conferenze e degustazioni i temi della sostenibilità, della tutela della biodiversità e della sovranità alimentare. Tot. immagini: 21
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Una galleria di immagini scattate durante i giorni di Slow Food on Film, tenutosi a Bologna dal 6 al 10 maggio 2009 Tot. immagini: 25
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Una selezione di fotografie realizzate da Paolo Todde, Franco Coletta, e dagli studenti del Corso di "Fotografia Applicata" della Facoltà di Architettura di Genova Tot. immagini: 25
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Autore/i Alberto Peroli L’azienda Njardar, durante i mesi di gennaio e febbraio, preleva le storsild (aringhe) del Mare del Nord al porto del villaggio di Naeroy. Le aringhe pescate da non più di due ore dalle piccole imbarcazioni sono messe sotto sale in barili di abete per cicra 24 ore, dopodichè viene aggiunta la salamoia. Il processo di salagione può durare fino a 60 giorni. Le aringhe sono poi lavate in acqua salata e infilate su una sorta di spiedo: a questo punto sono pronte per la fase di affumicatura, che varia dalle dieci ore ai dodici giorni. Tot. immagini: 8
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Carlo Petrini, Presidente di Slow Food, si è recato in Australia dal 12 al 20 ottobre scorso. In questo video, il suo intervento presso l'Opera House di Sydney, domenica 18 ottobre 2009
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Un piccolo saggio audiovisivo sulla preparazione dei samosas, piatto tipico indiano, girato e montato come le sequenze di boxe di Toro Scatenato di Scorsese.
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Il 12 dicembre per Copenaghen. Fermiamo la febbre del pianeta
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La natura nutre la cultura; la civiltà ingorda le inghiotte entrambe.… La piccola Katerina, della tribù siberiana dei Khanty, osserva e comprende il mondo che la circonda.
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Un lavapiatti salvadoreño di un ristorante di Washington decide di regalare alla moglie una generosa quantità di ostriche, nonostante gli sfottò dei suoi colleghi
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Autore/i Eva Saks Un delizioso cortometraggio su una bambina che impara ad amare da una pasta.
Presentato a Slow Food on Film 2004
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Stati Generali EXPO 2015: intervento di Carlo Perini, Presidente di Slow Food. Nutrire il pianeta
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Documentario dedicato alla pasta e realizzato dagli studenti dell'Università di Scienze Gastronomiche in collaborazione con il Festival del Cinema di Berlino. Sotto la direzione di Thomas Struck, i ragazzi dell'Università hanno documentato il loro stage tematico a Gragnano e dintorni...
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The End of the Line è un documentario dedicato al problema della pesca eccesiva che viene praticata nei nostri mari, il cosiddetto over-fishing. Il progresso nelle tecniche di pesca ha comportato un rischio di estinzione vero per centinaia di specie e il sistema-oceano potrebbe collassare entro il 2050.
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Diretto da Stefano Scarafia e Paolo Casalis, il video documenta l'edizione 2008 di Terra Madre, il meeting mondiale delle comunità del cibo giunto alla sua terza edizione che si è svolto a Torino dal 23 al 27 ottobre 2008, riunendo nel capolouogo piemontese piccoli produttori, docenti, cuochi e giovani provenienti da tutto il mondo
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Autore/i Sytse Kok Vincitore della Chiocciola d'Oro allo Slow Food on Film Festival 2004.
Iniziamo con questo corto una rassegna che ci accompagnerà fino ai giorni della nuova edizione di Slow Food on Film, che si terrà a Bologna dal 6 al 10 maggio.
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In anteprima, il trailer del nuovo documentario di Ermanno Olmi 'Terra Madre', presentato venerdì 6 febbraio al Festival del Cinema di Berlino.
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3 minuti di immagini girate a Terra Madre 2006
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Photomotion
Lingua: italiano
I progetti della Fondazione Slow Food per la Biodiversità
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Loretta Napoleoni è uno dei massimi esperti mondiali di terrorismo e si è occupata in modo approfondito dello studio dei sistemi finanziari e economici attraverso cui il terrorismo finanzia le proprie reti organizzative. In questa intervista parla di economia locale e di 'economia canaglia'
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